Parrocchie
della bassa e media Vallemaggia

Oratorio della Pioda

Comune: Maggia, frazione Maggia
Località: Pioda
Altitudine: 476 m
Proprietario: parrocchia di Maggia
Anno del restauro: 1993-1997
Monumento di importanza cantonale

A mezz'ora di cammino sopra il paese di Maggia si incontra la cappella della Pioda. Preceduta da un piccolo portico, racchiude all'interno alcuni affreschi, uno dei quali potrebbe risalire alla fine del secolo XV. Il tempietto, una costruzione tardo medioevale alla quale è stato aggiunto il portico nel 1715, ha subìto alcuni restauri e varie ridipinture nel 1735. L'interno, con la piccola navata rettangolare dove il primitivo nucleo funge da abside, presenta, al centro della parete del coro, un affresco con Madonna in trono tra i santi Pietro e Giovanni Battista che, secondo l'Anderes, è attribuibile alla bottega dei Seregnesi. Tra le scritte ancora visibili una, incisa a fianco del Battista, reca la data 1479. In alto sulla sinistra sopra S. Giovanni è leggibile parte di una lunga scritta in cui il "fecit Antonius" potrebbe indicare il nome del committente.

Ai lati della nicchia altri due santi appartenenti ad un'epoca posteriore e che, come gli affreschi ai lati dell'arco rappresentanti S. Giorgio, S. Martino, S. Gregorio e S. Agata, sono il risultato di rifacimenti d'epoca successiva (secoli XVII-XVIII). Particolarmente curioso, sopra l'arcata, è l'affresco con una raffigurazione di un Cristo a tre teste, considerata una rappresentazione blasfema, databile intorno al 1715, in epoca post conciliare. Sulla volta della nicchia colomba dello Spirito Santo attorniata da volti di santi del secolo XVIII.

Il vigneto Al ronch dala Pioda sopra Maggia realizzato dal giovane viticoltore locale Robin Garzoli nel 2013, costituisce una straordinaria testimonianza di sfruttamento del territorio da parte della civiltà contadina. Questo vigneto tradizionale è situato nei pressi dell’oratorio della Pioda e di una pregevole scalinata con un ponte in sasso che attraversa la valle Il bel ponte a volta preceduto da una scalinata tondeggiante sotto il quale scorre l’acqua della Valle del Salto è stato costruito dal maggese Giovanni Pedrazzini (1796-1856) e dai suoi operai che per realizzarlo rimasero lunghe ore sospesi nel vuoto per mezzo di corde.